A Livorno gli scacchi hanno una storia lunga e particolare.
Nella seconda metà dell’Ottocento la città divenne uno dei principali centri dello scacchismo italiano e, soprattutto, un luogo nel quale si incontrarono giocatori, studiosi, editori e appassionati provenienti da diverse parti d’Italia e dall’estero. Il carattere internazionale della città, la sua vivace vita culturale e la presenza di una comunità scacchistica attiva contribuirono a creare un ambiente favorevole alla crescita del gioco.
Il momento decisivo arrivò nel 1875, quando a Livorno nacque la Nuova Rivista degli Scacchi. Per quasi trent’anni, attraverso le sue pagine, la città fu al centro del dibattito scacchistico italiano. È una storia che appartiene alla città e che ancora oggi rappresenta una parte importante dell’identità di Livorno Scacchi.
1875: nasce la Nuova Rivista degli Scacchi
Il 1º settembre 1875 uscì a Livorno il primo numero della Nuova Rivista degli Scacchi.
La rivista nacque nell’ambiente del Circolo Filologico, fondato nel 1872, e fu promossa principalmente da Emilio Orsini e Amerigo Seghieri, con il sostegno finanziario di Luca Giovanni Mimbelli. L’iniziativa ebbe rapidamente una dimensione nazionale. La Nuova Rivista non era infatti una semplice pubblicazione dedicata agli scacchi livornesi: attraverso le sue pagine metteva in comunicazione giocatori e circoli di tutta Italia, pubblicava partite, problemi, studi e articoli teorici e seguiva gli sviluppi dello scacchismo europeo.
Tra i suoi collaboratori comparvero alcuni dei più importanti scacchisti italiani dell’epoca. Per la prima volta dopo le brevi esperienze di altre riviste italiane, lo scacchismo del nostro Paese disponeva di una pubblicazione capace di durare nel tempo e di costruire una vera comunità nazionale. La Nuova Rivista degli Scacchi continuò le pubblicazioni fino al 1903: ventotto anni di storia degli scacchi italiani passati attraverso Livorno.
Livorno e il grande dibattito sulle regole
Nella seconda metà dell’Ottocento lo scacchismo italiano si trovava in una situazione particolare.
In Italia erano ancora in uso alcune regole tradizionali che differivano da quelle adottate nel resto d’Europa. La questione delle cosiddette “regole italiane” divenne uno dei grandi temi dello scacchismo nazionale. La Nuova Rivista degli Scacchi contribuì in modo importante a questo dibattito. Livorno, città portuale e internazionale, era inoltre in contatto con giocatori stranieri e con le nuove idee che si stavano affermando nel resto d’Europa. In questo contesto si svolsero anche a Livorno le esibizioni di Ladislas Maczuski, forte giocatore polacco celebre per le sue partite alla cieca. Il confronto tra la tradizione italiana e lo scacchismo internazionale fu uno dei temi che portarono progressivamente all’adozione delle regole internazionali da parte dello scacchismo italiano.
1878: il grande congresso di Livorno
Nel 1878 Livorno ospitò il II Congresso e Torneo Nazionale Italiano, uno degli avvenimenti più importanti nella storia dello scacchismo italiano dell’Ottocento.
La manifestazione rappresentò il riconoscimento della particolare vivacità raggiunta dallo scacchismo livornese e dell’importanza della Nuova Rivista. Il congresso affrontò anche la questione delle regole del gioco, allora oggetto di un acceso confronto tra sostenitori della tradizione italiana e fautori delle regole internazionali. Il passaggio alle regole internazionali sarebbe stato formalizzato successivamente a Milano, ma il congresso livornese rappresentò una tappa fondamentale di quel percorso. Livorno era ormai uno dei punti di riferimento dello scacchismo italiano.
Le partite per corrispondenza e l’attenzione di Steinitz
Un’altra attività nella quale i livornesi si distinsero fu il gioco per corrispondenza. La Nuova Rivista favorì gli incontri tra giocatori di città diverse e Livorno si confrontò, tra le altre, con Ferrara, Bologna, Modena e Napoli.
Particolarmente importante fu il match contro Napoli, disputato tra il 1879 e il 1880 e concluso con la vittoria di Livorno. Le partite livornesi arrivarono all’attenzione di Wilhelm Steinitz, destinato a diventare il primo campione del mondo ufficiale. Steinitz le pubblicò e commentò sul giornale londinese The Field, allora una delle più importanti pubblicazioni sportive britanniche. Era un riconoscimento significativo: le partite giocate a Livorno entravano così nel circuito internazionale della cultura scacchistica.
Una città all’avanguardia
La vivacità dello scacchismo livornese non si limitava ai tornei. A Livorno si pubblicavano libri e raccolte dedicate agli scacchi e ai problemi, e alcuni dei protagonisti della città divennero importanti autori e divulgatori.
Tra questi vi furono Emilio Orsini, Amerigo Seghieri e Giovanni Battista Valle, mentre la Nuova Rivista rappresentava un punto di riferimento anche per i compositori di problemi italiani e stranieri. Nel 1880 si verificò inoltre un episodio particolarmente curioso: a Livorno venne disputata una partita di scacchi attraverso il telefono, in quella che le fonti storiche indicano come una delle prime esperienze italiane di questo genere. Tradizione e innovazione convivevano così nella stessa città.
Da Orsini a Miliani
La grande stagione della Nuova Rivista proseguì tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Tra i protagonisti della generazione successiva vi fu Luigi Miliani, livornese, allievo di Emilio Orsini e figura di primo piano dello scacchismo italiano. Miliani entrò nella direzione della Nuova Rivista e ne accompagnò gli ultimi anni. Nel 1903, dopo quasi trent’anni di attività, la rivista cessò le pubblicazioni. La sua esperienza, tuttavia, aveva lasciato un’impronta profonda: aveva contribuito a mettere in comunicazione lo scacchismo italiano, a diffondere la cultura delle regole internazionali e a creare una rete di giocatori e circoli che andava ben oltre i confini della città.
Un livornese alla guida della Federazione
La storia di Livorno continuò ad avere un ruolo importante anche nel Novecento.
Il 20 settembre 1920, a Varese, venne costituita ufficialmente la Federazione Scacchistica Italiana. Il primo presidente fu proprio Luigi Miliani, nato a Livorno nel 1875. È uno dei legami più significativi tra la grande stagione scacchistica livornese dell’Ottocento e la nascita dello scacchismo federale italiano. Nella prima parte del Novecento emersero inoltre altri importanti giocatori livornesi, tra cui Gastone Bernheimer e Raffaello Foraboschi.
Il grande torneo del 1926
Nel 1926 Livorno tornò a ospitare una importante manifestazione scacchistica internazionale.
Il torneo fu vinto da Stefano Rosselli del Turco, uno dei più forti giocatori italiani dell’epoca. Fu uno degli ultimi grandi appuntamenti della lunga stagione nella quale Livorno aveva rappresentato un centro di riferimento dello scacchismo italiano. Nei decenni successivi l’attività scacchistica cittadina continuò, ma senza più raggiungere la centralità nazionale dell’ultimo quarto dell’Ottocento.
Dal dopoguerra al nuovo circolo
Nel secondo dopoguerra a Livorno continuarono a esistere gruppi e associazioni di appassionati.
Negli anni Settanta nacquero nuove realtà organizzate e in città erano attivi diversi gruppi scacchistici. L’attività attraversò però successivamente una fase di difficoltà e di frammentazione. Alla fine degli anni Novanta maturò l’esigenza di riunire nuovamente gli appassionati livornesi in una struttura stabile.
1999: nasce Livorno Scacchi
Il 1º gennaio 1999 nasce ufficialmente il Circolo Livorno Scacchi, affiliato alla Federazione Scacchistica Italiana.
Il nuovo circolo si propone di raccogliere gli appassionati della città e di promuovere la pratica degli scacchi, dando continuità a una tradizione cittadina che affonda le proprie radici nell’Ottocento. Non si tratta della continuazione giuridica delle associazioni che operarono a Livorno nel XIX secolo: il circolo nasce nel 1999. Ma nasce in una città che ha avuto un ruolo straordinario nella storia dello scacchismo italiano.
Una storia che continua
Oggi Livorno Scacchi porta avanti questa tradizione attraverso l’attività agonistica, i tornei, il gioco libero e soprattutto attraverso la Scuola di Scacchi “Carlo Falciani“, dedicata alla formazione delle nuove generazioni.
Gli scacchi sono cambiati profondamente dai tempi della Nuova Rivista degli Scacchi. Sono cambiati i luoghi, gli strumenti, il modo di giocare e di studiare. Ma è rimasta la stessa idea fondamentale: creare una comunità intorno alle 64 caselle. Nel 1875 una rivista nata a Livorno contribuì a mettere in comunicazione gli scacchisti italiani. Oggi Livorno Scacchi continua, in una forma completamente nuova, a costruire quella comunità. La storia degli scacchi a Livorno non è soltanto una storia da ricordare. È una storia ancora in corso.
Per approfondire
- Alessandro Rizzacasa, Livorno nella storia degli scacchi, Comune di Livorno, 2009
- Mario Leoncini, La grande storia degli scacchi, Le due torri, 2020
- Nuova Rivista degli Scacchi, Livorno, 1875–1903
- Chess Archaeology
